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Il progetto “Un sogno in cassetta” a Gubbio

Sono oltre due milioni in Italia i ragazzi tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano, i cosiddetti Neet (Neither in employment nor in education and training). Per l’esattezza 2 milioni e 189 mila, pari al 24,1% una percentuale superiore alla media europea che è del 13%
Troppo spesso etichettati, nella realtà dei fatti i Neet sono persone che vanno raggiunte e sostenute attraverso percorsi integrali e personalizzati che tengano conto del loro vissuto e di tutte le dimensioni esistenziali.

In questo scenario si inserisce “UN SOGNO IN CASSETTA”, il progetto che ha saputo intrecciare efficacemente le competenze qualificate dei professionisti intervenuti con i bisogni dei giovani. Per una settimana, dal 7 al 13 ottobre 2018, due ragazzi e tre ragazze dell’assisano dai 20 ai 25 anni ed attualmente inattivi hanno avuto la possibilità di risiedere presso l’Aratorio Familiare di Gubbio, il luogo dove la comunità eugubina sperimenta già da cinque anni la gratuità del servizio verso i più fragili attraverso il lavoro della terra.

Grazie al prezioso contributo della dottoressa Beatrice Marucci, tutte le mattine i ragazzi hanno lavorato nei campi e si sono presi cura degli animali, acquisendo conoscenze nel settore agricolo ed allenando competenze trasversali che oggi il mondo del lavoro richiede sempre più sovente come ad esempio la puntualità, la precisione, il problem solving, il lavoro di squadra, il rispetto dei ruoli e dei compiti affidati. La settimana è stata tuttavia arricchita da tante altre esperienze: i ragazzi hanno incontrato testimoni di vita ed hanno fatto laboratori mirati per affrontare i propri limiti e le proprie paure, hanno visitato realtà imprenditoriali giovanili ed ecosostenibili per scoprire che è possibile creare opportunità lavorative che siano anche etiche, hanno riflettuto in modo interattivo sul loro progetto di vita, hanno condiviso in semplicità il loro tempo con le persone che orbitano attorno all’Aratorio Familiare.

E’ proprio grazie alla dimensione relazionale e a questo sguardo integrale verso i partecipanti che il progetto è stato generativo ed ha raggiunto oltre le aspettative gli obiettivi che si era prefissato: i ragazzi hanno riacquisito una visione positiva e propositiva sul loro progetto di vita, sono nate amicizie sincere tra i partecipanti e con i ragazzi dell’Aratorio, si sono instaurate proficue collaborazioni tra i soggetti della rete messa in campo per realizzare il progetto, intorno ai ragazzi si è stretta una comunità di adulti che s’impegna a seguirli nel medio e nel lungo termine.

Un segnale di speranza dunque in un contesto che conta attualmente più di 31 mila giovani umbri nella condizione di inattivismo cronico. “UN SOGNO IN CASSETTA” è stato ideato e promosso dal Progetto Policoro della Diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e vuole essere replicabile, affinché altri giovani siano intercettati ed aiutati a riscoprire il proprio sogno, riportarlo nella cassetta del cuore e continuare a coltivarlo una volta tornati a casa.

 

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